Il CIRCA e la regolamentazione

Più di un terzo del parlamento ha firmato e consegnato oggi26 un’interrogazione con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito politico il consumo di cannabis e le sue implicazioni. Ringraziamo il CIRCA (Comitato Interpartitico Regolamentazione CAnnabis) di cui facciamo parte anche noi, per il prezioso lavoro svolto negli scorsi mesi.

 

Qui di seguito è possibile leggere il testo dell’interrogazione:

 

1. Quanti consumatori di cannabis vi sono in Canton Ticino per fascia d’età e tipologia di consumo (non problematico, problematico, dipendenza)? Quanti di essi consumano inconsapevolmente cannabis altamente contaminata? Quanti fanno uso di cannabis di sintesi? A quanto ammontano i costi sociali e sanitari attribuibili all’assunzione di cannabis contaminata e di sintesi? Nel caso in cui queste informazioni non fossero disponibili, il Consiglio di Stato non ritiene necessario commissionare uno studio che permetta di meglio analizzare il fenomeno cannabis in Ticino, così da poter rispondere più efficacemente e tempestivamente alle crescenti e nuove problematiche?

2. Era a conoscenza il lodevole Consiglio di Stato del recente studio preliminare dell’Università di Berna che ha evidenziato come il 91% dei campioni di cannabis sequestrati in Svizzera – alcuni dei quali provenienti dal nostro Cantone – fossero altamente contaminati da batteri, funghi, pesticidi e metalli pesanti?

3. Cosa fa oggigiorno – e come intende intervenire in futuro – il Consiglio di Stato per far fronte all’impatto negativo, in termini di salute psicofisica e aumento dei costi dei sistemi sociale e sanitario, co-causato dal consumo di cannabis contaminata, dall’aumento del tenore di THC e dalla diffusione crescente dei cannabinoidi di sintesi?

4. Come giudica il Consiglio di Stato le sperimentazioni che verosimilmente si terranno in altre realtà cantonali, come la vendita di cannabis in farmacia nella Città di Berna e il modello dei CSC nel Canton Ginevra?

5. Come si pone il Consiglio di Stato innanzi al fatto che le più illustri commissioni di esperti – come la CCMA ginevrina, la CFQD e il NAS-CPA federali, la GCDP globale – sollecitino le autorità politiche a implementare un modello di regolamentazione del mercato della cannabis? È a conoscenza il Consiglio di Stato del fatto che addirittura l’Assemblea generale dell’ONU, nella sua recente Sessione speciale (UNGASS 2016) avente come tema le droghe, abbia abbandonato definitivamente la “guerra alla droga” per far spazio a un approccio più umanista e incentrato sulle politiche di salute pubblica?

6. Il Consiglio di Stato si sta preparando, come suggerito dal Gruppo esperti (GE) ticinese, a informare la popolazione in maniera scevra da pregiudizi ideologici sui possibili modelli di regolamentazione della cannabis ricreativa? In caso affermativo, come lo sta facendo?

7. Il Consiglio di Stato prevede di concedere il suo appoggio a studi in linea col margine di manovra concesso dalla legislazione vigente, la quale prevede autorizzazioni eccezionali per la coltivazione, l’importazione, la fabbricazione e la messa in commercio degli stupefacenti “per la ricerca scientifica, per lo sviluppo di medicamenti o per un’applicazione medica limitata”? Il Consiglio di Stato stesso immagina di commissionare in futuro uno studio in tal senso?

8. Il Consiglio di Stato non ritiene che la regolamentazione del mercato della cannabis possa rivelarsi un’opportunità interessante per generare posti di lavoro per i residenti (e.g. nei settori di agricoltura, vendita, logistica, sanità) e un importante indotto per erario e assicurazioni sociali?

9. Dopo l’approvazione del “Programma cantonale d’azione alcol” e il “Programma cantonale tabagismo”, viste e considerate le preoccupazioni legate all’aumento del tenore di THC, alla prevalenza di cannabis altamente contaminata e alla diffusione crescente dei suoi sostituti di sintesi, non si ritiene necessaria la creazione (in collaborazione con la Confederazione) di un “Programma cantonale d’azione cannabis e sostituti sintetici”?

10. Tenuto conto del fatto che Consiglio di Stato e Commissione speciale sanitaria abbiano ripetutamente ribadito che non sussista un’emergenza sociale (Messaggio n. 6078 p. 2 e 4) che giustifichi un intervento da parte dello Stato, ciò significa che si debba attendere che l’emergenza si verifichi prima d’intervenire adeguatamente tramite la messa in atto di misure preventive e di riduzione del danno al passo coi tempi?

11. Considerato il preavviso favorevole del GE e della CFQD in merito all’introduzione del drug checking in Ticino, su quali basi, in termini di evidenze scientifiche, il Consiglio di Stato e la CSS rifiutano l’introduzione di tale strumento, che si è rivelato assai efficace nei Cantoni di Zurigo e Berna?

12. Come reagisce il Consiglio di Stato al fatto che la CSS manipoli deliberatamente il parere del Governo, facendogli erroneamente affermare che il drug checking non sia un’ipotesi da approfondire in Canton Ticino, travisando palesemente il parere favorevole del Governo? Quali nuovi elementi empirici e teorici sono giunti a conoscenza del Consiglio di Stato tra il 25.3.15, data del primo estratto sottostante, e il 14.9.16, giorno in cui il Governo si esprime in questi termini: “[…] il Consiglio di Stato ritiene non siano date al momento in Ticino le premesse fattuali e nemmeno politiche per dare il via ad una sperimentazione del drug checking sul territorio ticinese”?

13. A livello di prevenzione terziaria, quali misure intende prendere il Consiglio di Stato per promuovere un consumo consapevole e sostenibile, equipaggiando il consumatore di quel bagaglio di conoscenze e agganci alla rete che gli permettano di “avere una corretta gestione delle sostanze psicoattive e dei comportamenti potenzialmente problematici cui ricorre”?

I firmatari dell’interrogazione, caso mai dovesse interessarvi, sono i seguenti: Fabio Käppeli (PLR), Massimiliano Ay (MPS-PC), Henrik Bang (PS), Sara Beretta Piccoli (PPD), Silvano Bergonzoli (Lega), Nicola Brivio (PLR), Alessandro Cedraschi (PLR), Franco Celio (PLR), Marcello Censi (PLR), Claudia Crivelli Barella (Verdi), Graziano Crugnola (PLR), Michela Delcò Petralli (Verdi), Jacques Ducry (PS – Indipendente), Sebastiano Gaffuri (PLR), Milena Garobbio (PS), Giacomo Garzoli (PLR), Raoul Ghisletta (PS), Alessandra Gianella (PLR), Walter Gianora (PLR), Luigina La Mantia (PS), Carlo Lepori (PS), Tatiana Lurati Grassi (PS), Germano Mattei (Montagna Viva), Tamara Merlo (Verdi), Maruska Ortelli (Lega), Paolo Pamini (La Destra), Alex Pedrazzini (PPD), Nicola Pini (PLR), Daniela Pugno Ghirlanda (PS), Matteo Quadranti (PLR), Massimiliano Robbiani (Lega), Amanda Rückert (Lega), Bruno Storni (PS) e Omar Terraneo (PLR).

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