Piattaforma elettorale

Di seguito trovate la nostra piattaforma elettorale, sottoscritta dai candidati alle Federali 2015. Qui potete pure trovare una versione PDF.

Lavoro

Precariato, lavoro su chiamata, lavoro interinale, stage mal retribuiti, volontariato con mansioni lavorative, caporalato. Una serie di fenomeni sempre più presenti all’interno del panorama occupazionale svizzero e in particolar modo in quello ticinese.
Distorsioni di un sistema capitalista nel quale il padrone – avente quale unico “merito” quello di possedere i mezzi di produzione – guadagna dal lavoro e dalla fatica dei salariati. L’unico scopo del padrone consiste nell’aumento del profitto anche a scapito della massa salariale. I privilegi di pochi, insomma, generano situazioni sempre più deplorevoli di precariato, di guerre tra poveri separati da un’arbitraria frontiera geografica, di working poors e di sfruttamento. Tutto ciò avviene con l’appoggio implicito dello Stato, il quale si gira dall’altra parte facendo finta di non vedere.

La GISO lotta quindi:

  • per il miglioramento della legislazione sul lavoro tramite il consolidamento dei diritti già acquisiti e l’introduzione di ulteriori tutele;
  • per delle vere ed efficaci misure d’accompagnamento della libera circolazione delle persone, che siano a favore di tutte le salariate e di tutti i salariati, indipendentemente dalla propria provenienza o dal proprio status sociale (es.: CCL, salari minimi, aumento dei controlli, inasprimento delle sanzioni, ecc.);
  • affinché la flessibilità richiesta dal mondo lavorativo non diventi una forma di contorsionismo;
  • per una democratizzazione dell’economia, nella quale anche la classe operaia abbia il diritto alla compartecipazione della gestione dell’impresa e nella direzione di una statalizzazione e collettivizzazione dei mezzi di produzione;
  • per la diminuzione del divario derivante dall’ingiusta redistribuzione del reddito: basta con il ricatto del salario;
  • per la fine della controproducente guerra transfrontaliera tra poveri e quindi per il ritorno di una coscienza di classe che sia in grado di superare i confini nazionali.
Unione Europea

Il principio di integrazione europea ci trova d’accordo. Non può tuttavia valere lo stesso per quanto riguarda l’attuale concretizzazione nell’UE. Un’unione liberista, che mira esclusivamente alla deregolamentazione e allo stabilimento di uno spazio economico libero da qualsiasi ostacolo, anche di natura sociale. Trattasi quindi di un’organizzazione esclusivamente a favore della dittatura del capitale, delle banche e delle multinazionali. Pur essendo contrari all’adesione, riconosciamo tuttavia l’importanza fondamentale – seppur non esclusiva – dell’UE come partner su più livelli.

La GISO lotta quindi:

  •  contro l’adesione della Svizzera all’attuale UE;
  •  per uno Spazio Economico Europeo più regolamentato, attraverso la rappresentanza elvetica nell’Associazione Europea di Libero Scambio (AELS);
  • per il mantenimento e la valorizzazione della via bilaterale;
  • per l’attuazione di vere ed efficaci misure d’accompagnamento al fine di mitigare le conseguenze negative della libera circolazione delle persone;
  • per un ampliamento delle collaborazioni in ambito scientifico, universitario e culturale con l’UE.
Ambiente

Surriscaldamento climatico, disturbi respiratori dovuti a fattori ambientali, incremento di disastri naturali, trivellazioni in zone da valorizzare, diminuzione della biodiversità, …
Parole chiave che ci toccano in pressoché tutti gli ambiti della nostra esistenza, ma alle quali siamo troppo spesso insensibili, a causa di una sorta di “pigrizia ambientale”. A questa pigrizia la GISO si oppone fermamente.

La GISO lotta quindi:

  • per la promozione delle energie rinnovabili a scapito dei combustibili fossili;
  • per l’uscita definitiva dal nucleare;
  • per il potenziamento e il miglioramento dell’accessibilità della rete di trasporto pubblico a scapito del trasporto privato;
  • per la tutela del territorio ambientale, storico e culturale;
  • contro il raddoppio del tunnel autostradale del San Gottardo;
  • per l’implementazione della mobilità combinata e aziendale.
Migrazione e integrazione

Sentire la parola immigrazione genera in ognuno di noi sentimenti contrastanti, ma non può lasciarci indifferenti. Molto spesso si pensa spontaneamente a coloro che – per sfuggire da conflitti armati o situazioni invivibili – rischiano la propria vita intraprendendo viaggi pericolosissimi alla mercé di passatori senza scrupoli.
L’Occidente non ha il minimo interesse verso un concreto miglioramento delle condizioni socio-economiche del Sud del mondo poiché l’instabilità di alcune regioni porta vantaggi geopolitici ed economici al cosiddetto “Primo mondo”.
Le peculiarità culturali legate alle nostre origini ed esperienze passate vengono troppo spesso viste come delle differenze negative, da appianare a tutti i costi e senza esclusione di colpi. Basti leggere un noto domenicale ticinese: immigrati che “mangiano i cigni al lago”, che “si masturbano nei boschi”, che “importunano le mamme al fiume”… Nella maggior parte dei casi si tratta di notizie false, negli altri di episodi estremamente circoscritti, i quali vengono però generalizzati all’infinito, distogliendo l’attenzione dai veri problemi e contribuendo all’acuirsi di una sorta di guerra tra disperati.

La GISO lotta quindi:

  • per una regolamentazione federale concreta ed efficace contro la discriminazione;
  • per una politica integrativa che valorizzi la multiculturalità e non l’assimilazione alla cultura del Paese “ospitante”;
  • per le pari opportunità degli stranieri a livello economico e sociale;
  • per un allentamento delle regolamentazioni sull’asilo e sulla naturalizzazione, con una relativa armonizzazione a livello federale;
  • per una maggior partecipazione alla Società civile e politica da parte dei migranti;
  • per una strategia di cooperazione allo sviluppo efficace a lungo termine.
Socialità

Assicurazioni sociali, prestazioni assistenziali, sussidi. Esempi di conquiste del passato che oramai sono, per noi, acquisite. Conquiste che tuttavia restano sotto assedio: l’invecchiamento della popolazione e il progresso tecnologico in campo medico generano chiaramente un aumento delle uscite.
Il fronte borghese – e non solo a quanto parrebbe dagli ultimi sviluppi – mira alla richiesta di sacrifici ai beneficiari, per esempio attraverso l’innalzamento dell’età pensionabile, alla diminuzione delle prestazioni oppure al mantenimento invariato delle rendite al livello attuale. La GISO si oppone fermamente a questo tipo di misure di risanamento finanziario, che risultano anti-sociali e esclusivamente a favore delle classi più abbienti.

La GISO lotta quindi:

  • contro l’innalzamento dell’età pensionabile;
  • contro ai tagli di prestazioni/rendite in ogni campo della socialità federale e cantonale;
  • per l’aumento delle prestazioni e l’adeguamento al costo attuale della vita, in modo tale da poter garantire un tenore di vita dignitoso;
  • per un aumento delle entrate che si basi su aliquote progressive in base al reddito dell’assicurato (es.: non attraverso un aumento dell’IVA);
  • contro agli abusi in tutti gli ambiti del sistema sociale;
  • per il reddito di base incondizionato.
Parità di genere

Femminismo, lotte per la conquista delle pari opportunità, della parità salariale, sociale e sessuale. Troppo spesso – e semplicisticamente – si sceglie di nascondere la testa sotto la sabbia impugnando ben salda l’uguaglianza giuridica statuita dall’Art. 8 cpv. 3 della Costituzione federale. Un’uguaglianza di fatto solo di facciata, un’uguaglianza sancita giuridicamente quale obiettivo sociale, della cui concretizzazione non si parla pressoché mai.
È infatti innegabile l’esistenza di una forte disparità fra i generi in molti ambiti della vita di tutti i giorni. Un esempio emblematico: a parità di condizioni una donna guadagna in media il 20% in meno rispetto al suo omologo maschile (in soldoni circa 700 franchi mensili).

La GISO lotta quindi:

  • per la parità salariale e di opportunità tra uomo e donna;
  • per il riconoscimento di pari diritti e opportunità alla comunità LGBT-QIA e il conseguente abbandono della concezione binaria dei generi;
  • per l’abbattimento delle disparità sociali e sessuali;
  • per una rappresentazione paritaria in tutte le posizioni, in particolare in quelle di quadro;
  • per una migliore conciliabilità lavoro-famiglia.
Trasparenza

Viviamo in una democrazia rappresentativa all’interno della quale vengono elette delle persone, le quali dovrebbero difendere gli interessi della cittadinanza (o per lo meno quelli di coloro che li hanno votati).
Ma… è effettivamente questa la realtà dei fatti? La Svizzera è stata a più riprese ammonita dalla Commissione Europea e da diverse ONG per le proprie carenze in tale ambito, venendo addirittura definita quale “Paese in Via di Sviluppo in materia di trasparenza”.
In effetti i partiti politici elvetici si trovano in una condizione di dipendenza economica rispetto ai gruppi d’interesse: una parte molto importante dei deputati siede in Consigli di Amministrazione o rappresenta gruppi d’interesse dell’economia privata. Inoltre non vige un obbligo generalizzato riguardo la pubblicazione dei compensi versati per tali mansioni.

La GISO lotta quindi:

  • per la pubblicazione dei bilanci di deputati e partiti;
  • per maggiore chiarezza per ciò che concerne le mansioni ed i compensi dei deputati che siedono in Consigli di Amministrazione oppure godono di rapporti particolarmente stretti con gruppi d’interesse;
  • Per una regolamentazione vincolante e trasparente dei finanziamenti ai partiti politici, che comprenda anche gli organi di partito (es. media);
  • per un ampliamento della regolamentazione anti-corruzione anche in politica;
  • per il finanziamento (esclusivamente) pubblico dei partiti.
Politica degli stupefacenti

Prevenzione, terapia, riduzione dei danni e repressione: queste le parole chiave della “Politica dei quattro pilastri” riguardante il consumo di droga in Svizzera.
Dopo diversi anni dall’introduzione di tale principio l’Ufficio Federale della Sanità Pubblica si pronuncia come segue: “Le misure repressive possono, tuttavia, rappresentare un rischio per la salute dei consumatori, dato che contribuiscono a marginalizzarli” .
Ciò conferma quindi i dubbi espressi da più parti, secondo i quali il proibizionismo avrebbe di fatto fallito in quanto il consumatore viene marginalizzato, lasciato in balia del mercato nero, costretto ad alimentare la criminalità organizzata e a mettere ulteriormente in pericolo la propria salute attraverso sostanze di dubbia provenienza.

La GISO lotta quindi:

  •  per una statalizzazione e un commercio regolamentato delle sostanze psicoattive, così da indebolire il mercato nero, tutelare i consumatori e generare un’ulteriore fonte d’entrata;
  • per degli investimenti e impegni concreti nei primi tre pilastri: le esperienze del passato mostrano chiaramente che per esempio la strategia di riduzione del danno promossa dalla città di Zurigo negli anni ’90 ha portato a risultati notevoli;
  • contro l’emarginazione e la criminalizzazione dei consumatori;
  • per la promozione di misure atte a certificare la qualità delle sostanze psicoattive e l’implementazione dell’assistenza al consumatore;
  • per un maggior sostegno sociosanitario e finanziario ai consumatori e ai propri cari.
Esercito

Il preventivo 2015 della Confederazione prevede – alla voce “Difesa” – quasi 5 miliardi di franchi di uscite ordinarie.
Sono cifre che certamente sconcertano, dal momento in cui per colmare il deficit dell’AVS, per investire nell’innovazione e nella formazione e per delle misure statali a favore dei cittadini mancano sempre più spesso i fondi, e si viene quindi invitati a dei sacrifici.
Un esercito di milizia composto da oltre 130’000 uomini e quasi 40’000 riservisti per una popolazione di poco più di 8 milioni di abitanti e 41’000 km quadrati. Per citare un esempio vicino a noi, le forze armate italiane (carabinieri esclusi) contano poco più di 170’000 unità per una popolazione di oltre 60 milioni di abitanti e una superficie di poco più di 300’000 km quadrati.
Insomma, una sproporzione palese, ancor più acuita dal fatto che l’Italia – contrariamente alla Svizzera – sia chiaramente allineata alla NATO e frequentemente impegnata in missioni militari all’estero.
Risulta quindi chiaro che la situazione geopolitica attuale – contrariamente a quanto si sarebbe potuto dire a distanza di qualche decennio – non giustifica più un simile dispendio finanziario e la lesione delle libertà fondamentali dei giovani che si trovano obbligati a prestare servizio.

La GISO lotta quindi:

  • Per l’abolizione dell’esercito svizzero, a favore del potenziamento di protezione civile e corpi di polizia civili e;
  • alternativamente, per la professionalizzazione dell’esercito e quindi per l’abolizione della leva obbligatoria;
  • per la salvaguardia della neutralità e quindi per un distanziamento dalle strategie NATO;
  • contro l’esportazione di armi da parte di aziende elvetiche;
  • contro l’acquisto di materiale bellico testato sulla pelle di civili (es.: droni israeliani).
Sanità

La salute è un bene importantissimo, imprescindibile, al quale nessuno di noi deve essere costretto a rinunciare.
La tendenza in questo ambito è purtroppo chiara: la sanità sta sempre più diventando un business, una mera fonte di profitto il quale va – senza se e senza ma – massimizzato.
L’accessibilità finanziaria e territoriale sta indubbiamente alla base di un sistema sanitario di qualità, che si trova però a essere sempre più bersagliato da misure di risparmio che portano con sé centralizzazioni, privatizzazioni e diminuzione delle prestazioni.
Ciò è inoltre accentuato dalla non progressività dei premi di cassa malati.
La LAMal definisce la “cassa malati” un’assicurazione sociale e ne statuisce l’obbligo di affiliazione.
Un’assicurazione supposta sociale, che però è esclusivamente gestita da privati, con il pretesto della concorrenza e del libero mercato. I risultati sono evidenti: le casse malati infatti sono continuamente in competizione al fine di diminuire i premi; un’assicurazione – supposta – sociale che si concentra sui “buoni rischi” bistrattando i cosiddetti “cattivi rischi” (come se fosse colpa loro).
Anche dal punto di vista farmaceutico la situazione è critica: in Svizzera i medicinali costano nettamente di più rispetto agli altri Stati europei, e ciò avviene assolutamente senza giustificazione.

La GISO lotta quindi:

  • per una Cassa Malati unica e pubblica per le prestazioni di base e finanziata proporzionalmente al reddito degli affiliati;
  • per la promozione di un sistema sanitario geograficamente capillare, nell’interesse dei pazienti e non delle casse degli istituti;
  • contro le striscianti esternalizzazioni e privatizzazioni del sistema sanitario;
  • contro la speculazione e i pseudo-cartelli dell’industria farmaceutica;
  • per degli investimenti seri e concreti nella formazione di personale sanitario.
Imperialismo

“Politica di potenza e di supremazia di uno Stato tesa a creare una situazione di predominio, diretto o indiretto, su altre nazioni, mediante conquista militare, annessione territoriale, sfruttamento economico o egemonia politica.”
Dalla caduta dell’Unione Sovietica, le Democrazie occidentali, guidate dagli Stati Uniti, hanno compiuto, in vent’anni, ben otto guerre: Golfo (1991), Somalia (1992), Bosnia (1995), Serbia (1999), Afghanistan (2001), Iraq (2003), ancora Somalia per interposta Etiopia (2006) e Libia (2011). Con la Siria, poi, ci hanno provato.
Solo il primo conflitto del Golfo possedeva l’avvallo dall’ONU e dunque una legittimazione da parte del diritto internazionale vigente. Tutte le altre guerre, perché di questo si tratta, che alcuni definiscono “guerre democratiche”, “operazioni di polizia internazionale”, “peacekeeping” o “missione umanitaria”… no.
Tali conflitti si sono giustificati abbattendo il principio della “non ingerenza militare negli affari interni di uno Stato sovrano” attraverso i “diritti umani”, ovvero quei diritti che prevedono l’esistenza di valori universali e assoluti, come se gli sviluppi autonomi di culture diverse dalla nostra fossero di serie B, e dunque da sostituire, a suon di bombe, con i nostri.
La politica di potenza degli Stati Uniti ha portato all’introduzione del concetto di “guerra preventiva”, ovvero del supposto diritto di attaccare un altro Stato sovrano perché potrebbe essere potenzialmente una minaccia. Nessuno escluso, dunque, nemmeno noi se mai dovessimo ribellarci agli schemi di potere attualmente vigenti.
L’Occidente quindi divide fra “buoni” e “cattivi”, adoperandosi come “giustiziere della notte” e sacro esportatore dei diritti umani imponendo la sua “cultura superiore” con la forza, con la violenza, con le bombe.
Non si concepisce più, dunque, l’esistenza dell’ “altro da sé”, ma si cerca di omologare l’altro alla cultura superiore, come il più estremo dei totalitarismi. Il totalitarismo democratico bombarda, invade, occupa, uccide con la convinzione di portare il “Bene” alle sue vittime.
Nei Paesi attaccati, spesso, il business della ricostruzione è stato affidato a ditte occidentali, così come si sono instaurati dei Governi fantoccio (si pensi al Governo Karzai in Afghanistan), si è preso possesso delle risorse e si sono installate basi militari permanenti, mantenendo di fatto una forza militare straniera permanente sul territorio di Paesi, teoricamente, sovrani.

La GISO lotta quindi:

  •  per il rifiuto del concetto di “guerra preventiva”;
  • per la condanna della “guerra democratica” e del concetto assolutista che la sostiene;
  • per una maggiore efficienza e rappresentatività degli organismi internazionali preposti.
Politica dell’alloggio

Un alloggio dignitoso a pigione sopportabile è un diritto primario, al quale tutti dovrebbero poter aver accesso. In Svizzera siamo tuttavia sempre più confrontati a una grave carenza di alloggi ad affitti accessibili e a una proliferazione di immobili di medio-alto livello con pigioni esorbitanti. Tale fenomeno si manifesta in particolare nei centri urbani e porta con sé una “ghettizzazione di fatto” e una migrazione forzata dei ceti sociali meno privilegiati verso le periferie.
Anche le istituzioni – seppur coscienti della problematica – non si impegnano particolarmente per ovviare a tale problema: il Consiglio Federale non solo ha rinunciato a diverse misure agenti in tal direzione, ma continua a spingere le FFS – così come altre imprese legate alla Confederazione – a massimizzare la reddittività dei terreni di loro proprietà, invece di favorire la costruzione di alloggi a pigione moderata destinati ai cittadini più in difficoltà.
In un momento in cui la pigione è la principale voce di spesa per le economie domestiche il Consiglio federale rinuncia dunque ad assumere più responsabilità e a presentare proposte concrete per farvi fronte.

La GISO lotta quindi:

  •  per la messa a disposizione da parte dello Stato – sull’esempio dell’esperienza intrapresa dal Canton Zugo – di terreni propri vincolati all’ampliamento sostanziale del parco alloggi a pigione moderata e accessibile;
  • per la modifica del metodo di calcolo del tasso ipotecario di riferimento che, considerati i tassi attuali, permetterebbe una diminuzione degli affitti;
  • per prevedere la possibilità di piani edificatori a livello federale;
  • per la promozione seria e concreta da parte dello Stato di incentivi alla messa a disposizione di alloggi accessibili;
  • per una regolamentazione chiara e sociale sul tema della locazione.