Lydia Joray

Data di nascita:  19.03.1993
Distretto di Provenienza: Riviera, Blenio e Leventina

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“Bisogna essere duri senza perdere la tenerezza”.

Ernesto Che Guevara

 

Descrizione:

Sono nata il 19 marzo 1993 a Faido, ho quindi 22 anni. Sono nata e cresciuta in Leventina, più precisamente a Mairengo, dove ha avuto inizio la mia carriera scolastica. Ho avuto il piacere di crescere nel bel mezzo di un mix culturale: in un paesino ticinese con un padre basilese, una madre tedesca e una sorella nata a Berlino, città in cui i miei genitori hanno vissuto per parecchi anni. Ho quindi avuto fortuna di crescere bilingue, parlando sia l‘italiano e il tedesco.
Dopo aver frequentato il Liceo di Bellinzona mi sono spostata Oltralpe per studiare medicina umana presso l‘Università di Basilea, uno studio di cui mi appresto a iniziare il master a settembre. Vivo quindi a cavallo tra il Nord e il Sud del Gottardo, agli estremi della Svizzera e in un continuo andata e ritorno Ticino-Basilea-Ticino. Un via e vai che può essere stancante, ma che permette di vivere e conoscere due realtà molto differenti.
Nel tempo che mi rimane oltre a lavorare qua e là sono attiva in varie società: come presidente dell‘Associazione degli Studenti Ticinesi a Basilea; nello Sci Club Lavorgo; nella Filarmonica Faidese e in Attenzione Amore, un progetto di educazione sessuale già esistente in Svizzera tedesca e che stiamo cercando di far partire, non senza opposizioni, anche in Ticino. La mia ultima sfida è la GISO, di cui faccio parte dall‘inverno scorso.
Oltre a tutto ciò adoro andare alla scoperta di nuove impressioni: viaggi, nuove conoscenze, letture, ulteriori sfide. Sfide, per esempio, come una candidatura al Gran Consiglio o al Consiglio Nazionale.

Priorità politiche:

Sono una giovane donna nata in periferia e che si appresta a diventare un medico, caratteristiche che sicuramente influenzano le mie priorità politiche, già solo perché sono le realtà che meglio conosco.
I giovani necessitano più spazio nella nostra società! Questo in più ambiti, come per esempio in quello politico. Non può essere infatti che in un parlamento che dovrebbe rappresentare il popolo i giovani siano tuttora piuttosto una rarità. Oppure si pensi alla carenza in Ticino di posti d‘incontro per giovani, e il nostro cantone non rappresenta certamente un‘eccezione a livello nazionale.
Sono una donna, e sono cresciuta senza sentirmi discriminata per esserlo. Poi, affrontando la vita dei „grandi“, ho dovuto notare come ci sia ancora discriminazione. Il cosiddetto gentil sesso, che è troppo fragile per portare grandi responsabilità, inaffidabile in ambito lavorativo perché un giorno potrebbe partorire un figlio. Fandonie. Non si parla solo della parte finanziaria della discriminazione (in media una donna guadagna il 20% in meno del suo pari collega uomo), ma anche dell‘immagine stessa che la donna ha ancora nella nostra società. Pari opportunità per uomini e donne non solo su carta, ma anche nei fatti! Ecco cosa la Svizzera non è ancora riuscita a ottenere, un obiettivo per cui dovrebbe impegnarsi seriamente e non chiudere la faccenda con un sorrisino.
Conosco bene la realtà e le problematiche delle periferie: pochi servizi, pochi posti di lavoro, una tendenza allo spopolamento. In politica spesso si tende a dimenticare la loro esistenza concentrandosi invece sui grandi centri, politicamente e economicamente ritenuti più importanti. Questi però non sono motivi validi per portare avanti una politica a favore dei grandi centri e a scapito delle periferie. Bisogna quindi fermare la centralizzazione dei servizi e favorire invece lo sviluppo di posti di lavoro ben distribuiti su tutto il territorio, perché anche la popolazione di queste regioni ha diritto a lavoro e servizi vicini a casa.
Un sistema sanitario di qualità e accessibile a tutti, questo dovrebbe essere lo scopo ultimo di qualsiasi decisione e azione politica in merito. Soprattutto quando c‘è in gioco la salute è importante che non si agisca ragionando in base al profitto, centrale deve invece essere il benessere della persona.

Temi scelti per la campagna:

Sanità:
La salute è sicuramente uno dei beni più preziosi che abbiamo. È una tematica che tocca tutti: ricchi o poveri, uomini o donne, anziani o bambini. Per questo motivo è importante che ci sia un buon servizio sanitario. Altresì importante è che questo servizio sia veramente a disposizione di tutti, senza alcuna distinzione. Un dato di fatto che può essere messo a repentaglio dai costi della cassa malati sempre più alti, alla centralizzazione del servizio, insomma, da un politica sanitaria non al incentrata sulla persona ma sul profitto.
Nonostante la buonissima qualità del servizio in Svizzera esistono una serie di aspetti che vanno migliorati o cambiati. Una cassa malati unica al posto della giungla di offerte che esiste oggigiorno, con casse malati che hanno come scopo il guadagno e non il benessere del cliente. Un politica dei prezzi dei farmaci che va revisionata, non può infatti essere che in Svizzera il costo dei medicamenti sia nettamente superiore rispetto alle altre nazioni europee, e ciò senza validi motivi (pur tenendo conto dei costi di produzione, logistica e vendita superiori). Un freno alla centralizzazione e alla privatizzazione del servizio sanitario, per garantire una buona distribuzione del servizio su tutto il territorio svizzero e al fine di mantenere un buon controllo dell‘attività degli ospedali/cliniche, evitando per esempio di subappaltare alcuni servizi a favore sì della riduzione dei costi, ma a scapito del paziente.
Socialità:
La socialità è un tema molto ampio, che tocca molti aspetti della vita quotidiana, primi su tutti le assicurazioni sociali. Abbiamo la fortuna in Svizzera di avere più assicurazioni sociali alle quali si può far capo in caso di bisogno. Una serie di assicurazioni ottenute non senza difficoltà e seguendo un iter assai lungo, non bisogna quindi in primo luogo dimenticare che ci sarà sempre chi vorrà mettere in discussione la loro esistenza oggi come allora, è necessario perciò impegnarsi per garantirne un futuro.
L‘assicurazione sicuramente più importante è l‘AVS, in merito alla quale dovranno essere prese importanti decisioni per permetterne il finanziamento anche negli anni a venire. La proposta più gettonata è l‘aumento dell‘età di pensionamento, un progetto che piuttosto che essere una soluzione sarebbe una posticipazione della problematica, e continuare ad alzare l‘età anche in futuro non è certamente un provvedimento sostenibile. Va trovato un altro modo per garantirne il finanziamento, una proposta come la tassa sull‘eredità sarebbe stata una valida alternativa, ci si può augurare che si possa trovare una soluzione che vada in una direzione simile.
L‘assicurazione maternità è stata una grande conquista, una conquista altrettanto grande sarebbe un‘assicurazione paternità. Ciò anche perché andrebbe sicuramente a favore delle pari opportunità, e perché sarebbe una provvedimento a passo con i tempi, un presente in cui non vige più la classica composizione della famiglia in cui è unicamente la madre ad occuparsi maggiormente dei figli.