Lisa Boscolo

Data di nascita: 26.05.1995
Distretto di Provenienza: Bellinzona

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“il futuro è il bambino del presente”

Christoph August Tiedge

 

Descrizione:

Mi chiamo Lisa Boscolo e non sono nata con la politica in tasca. L’ho scoperta pian piano. Ho cominciato ad interessarmi a questo soggetto complesso ma molto affascinante durante gli anni di liceo, grazie alle lotte studentesche. Queste lotte sono poi sfociate, grazie alla mia adesione alla Gioventù socialista, in tutti gli altri ambiti della società.
Ho 20 anni e studio scienze politiche e geografia all’università di Zurigo. Oltre alla scuola e alla politica mi dedico all’arte facendola e ammirandola, alle colonie estive (WWF e colonie integrate con handicap) e ai miei viaggi. In collaborazione con il SOS (Soccorso Operaio Svizzero) sto organizzando un progetto per ragazzi e bambini che hanno difficoltà con l’italiano. Faccio parte del gruppo di lavoro GISO contro il raddoppio del San Gottardo, tema che ritengo molto importante oltre che attuale. Insomma, cerco di vivere con spontaneità, concretezza e impegno la mia giovinezza!
Se sono in politica lo devo anche alla mia famiglia, in gran parte di stampo radical-liberale. Ci sono sempre dibattito e confronto durante pranzi e cene, in particolare con mio papà, mentre valori come la giustizia sociale e la solidarietà sono insegnamenti rimastimi da mia mamma, che ora non c’è più. Ho due sorelle e un fratello grazie ai quali ho imparato la condivisione e il rispetto. Insomma, la mia famiglia è il mio sostegno anche per il mio impegno politico.

Priorità politiche:

Senza esitazioni dichiaro di odiare la politica. Ma non tutta: odio quella politica distaccata dagli interessi di tutt*, quella politica senza prospettiva e senza interesse del nostro futuro, quella politica pigra su temi con meno audience generale ma infinitamente importanti, come le nostre risorse naturali o i diritti della comunità LGBT, quella politica apatica. Ho 20 anni e voglio invece mettermi in gioco per quella politica prossima ai bisogni della popolazione, quella politica accesa da una forte volontà di agire con umiltà e rispetto, quella politica spinta da valori come l’uguaglianza e la solidarietà. Queste sono le mie priorità politiche. Piuttosto che priorità su puntuali temi politici, mi pongo priorità d’atteggiamento e di giustizia sociale. Inoltre le priorità tematiche cambiano con il tempo e con la storia.
È dunque auspicabile per noi giovani, il fatto di non ricalcare alcuni degli errori dei politici e delle politiche del passato e del presente: mai scordarsi l’identità di chi ci è diverso, ogni individuo ha gli stessi diritti!
Vorrei una politica che ascolti e venga incontro a qualsiasi individuo, indipendentemente dalla sua estrazione sociale, dalla sua cultura, dal suo conto in banca, dal suo sesso, o dal suo credo. Spesso e volentieri ciò non corrisponde alla realtà. Ciò accade per esempio nella disparità di trattamento tra i sessi: donne e uomini hanno gli stessi diritti sanciti dalla nostra Costituzione, ma non le stesse opportunità. E questo vale anche con persone con handicap, con apprendist* e in tante altre situazioni.
Permettere alla popolazione di godere di pari opportunità è compito della politica. Compito oggi non sempre rispettato, sia per una disaffezione al bene comune- al di là di discriminazioni e privilegi- sia forse per una perdita di valori. La politica deve quindi tornare a capire ed ascoltare la popolazione intera, solo così potrà finalmente garantire eque opportunità per tutt*.

Temi scelti per la campagna:

Da sempre mi stanno a cuore due temi: la parità di trattamento e l’ambiente. Due lotte che porterò avanti per tutto il mio percorso politico, ma anche personale.
Oggigiorno si parla troppo poco di ambiente, dimenticando l’importanza e l’urgenza di una svolta verso un mondo più sostenibile. Parlare e agire per l’ambiente significa avere una forte intenzione a rispettarlo per garantire un futuro vivibile alla nostra società. Ma quando si tratta di gridare al dramma, per esempio nell’ambito della fine delle risorse fossili, il tutto risulta più facile. Difficile è invece passare a fatti concreti, campo nel quale la pigrizia della politica si fa sentire. È infatti necessario agire all’istante. Per incidere meno sul clima è ad esempio necessario migliorare la fidelizzazione al mezzo pubblico. La nuova galleria ferroviaria di base del Gottardo offre sufficienti capacità per il traffico delle persone e delle merci. Con il miliardario investimento in AlpTransit, l’opposizione al raddoppio del Tunnel del San Gottardo è auspicabile. La promessa di usare una sola corsia in ciascuna canna di galleria non è credibile ed è pertanto facilmente pronosticabile un’ulteriore crescita del traffico stradale, assolutamente nociva per il Ticino. Chi ha seminato strade, ha sempre raccolto maggiore traffico. Il raddoppio aumenterebbero le colonne nel Luganese e nel Mendrisiotto, si spianerebbe il tappeto rosso ai camion in transito, la qualità dell’aria peggiorerebbe ulteriormente e il territorio verrebbe ulteriormente degradato. Per un futuro sostenibile sono invece necessarie misure intelligenti e al passo coi tempi. Il risanamento del Tunnel senza aumento di capacità è l’unica strada percorribile per la qualità dell’aria, per la salute della popolazione, per l’economia e per la sicurezza (i soldi risparmiati nella costruzione del 2° Tunnel potrebbero venire investiti in modo più efficace) per il futuro di questo Cantone e della nostra nazione.
Se di ambiente si parla troppo poco, di parità di genere si parla poco e male.
Si sente spesso che l’uguaglianza tra uomo e donna è un dato di fatto da molto tempo. È vero, nel corso degli ultimi 30 anni la rigida divisione dei sessi è caduta. Ma i fatti parlano da soli: siamo ancora lontani da un diritto sancito dalla nostra Costituzione, la parità di trattamento.
La politica deve agire subito per porre fine a una discriminazione quotidiana di più della metà della popolazione. La politica deve agire per sostenere le donne, per la parità, ma soprattutto per il bene della società. Per poter avere la volontà di agire è necessaria una visione al passo coi tempi. La società sta cambiando, il concetto di famiglia si sta estendendo. Permettere alla popolazione di avere le stesse opportunità è d’obbligo. Donne e uomini hanno gli stessi diritti, ma non le stesse opportunità.
Abbandoniamo l’economia della competitività, e includiamo giovani ma soprattutto donne. Imponiamo la parità salariale cambiando le pessime condizioni di lavoro causate da una liberalizzazione sfrenata dell’Economia (es. con l’introduzione di salari minimi) e controllando maggiormente gli stipendi con possibilità di sanzionare il susseguirsi di disparità. Questi sono le misure per migliorare la parità salariale. Dopodiché ci sarà da lavorare su tanti altri aspetti come il congedo parentale e il tempo parziale di lavoro. Questo cambiamento lo si affronta con uno spirito al passo coi tempi.