Gabriele Manzocchi

 

 

 

 

 

 

Comune: Mendrisio
Consigliere Comunale

Mi chiamo Gabriele Manzocchi e ho ventun anni, sono domiciliato ad Arzo, dove ho trascorso la mia infanzia e adolescenza. Da tre anni risiedo a Losanna dove frequento l’ultimo anno di bachelor alla facoltà di chimica e ingegneria chimica del Politecnico Federale, con l’aspirazione di specializzarmi nell’ambito della chimica sostenibile e dello sviluppo di energie rinnovabili.
Non ricordo il momento preciso in cui ho iniziato ad interessarmi alla politica, so però che mi ci sono avvicinato grazie a discussioni avute con amici e parenti attorno a temi sui quali non tutte le opinioni concordavano. Questo tipo di confronto mi ha portato a delle riflessioni e allo sviluppo di alcune idee che ancora oggi sostengo fermamente.

Riconosco ovviamente che la politica comunale, in particolare quella di una piccola cittadina come Mendrisio, è prevalentemente politica di amministrazione che può però prendere direzioni diverse a dipendenza dei valori in cui si rispecchiano i differenti attori che la conducono.

Pur essendo stato fisicamente lontano da Mendrisio, negli ultimi anni ho avuto modo di apprezzare le dinamiche di questo Comune, osservando diversi problemi. Un primo esempio, è il misero occhio di riguardo prestato agli spazi verdi, in continua riduzione, sempre più simili a piccole isole in mezzo a un mare di cemento. E pure i pochi restanti, quali ad esempio il comparto di Valera e il parco di Villa Argentina, rischiano di scomparire per lasciare spazio a nuove costruzioni. L’incessante e spietata edificazione è a mio modo di vedere inammissibile e va contro il concetto di città diffusa, nel quale la Grande Mendrisio si rispecchia. Ritengo di estrema importanza la difesa e la salvaguardia degli spazi non ancora cementificati della Città.

Nell’ultimo periodo anche la politica giovanile è stata condotta in modo sbagliato. Abbiamo assistito ad una vera e propria politica di repressione: basandosi sul presupposto che i giovani portano soltanto problemi (rumore, rifiuti e disordine) l’accesso agli usuali luoghi di ritrovo (come il pratone del LiMe) è stato bloccato. È indispensabile proporre diversi spazi e eventi che siano attrattivi sotto svariati punti di vista per ragazze e ragazzi di tutte le fasce di età, affinché possano trovare una posizione all’interno delle dinamiche cittadine, e non sentirsi esclusi e stigmatizzati.
Un’importante opportunità in questo campo è lo sviluppo dello spazio Filanda. All’interno dell’edificio i giovani dovranno poter trovare un loro spazio di ritrovo, e proposte di attività che stimolino lo sviluppo di una sensibilità nei confronti di svariate tematiche (che possono spaziare dall’arte alla scienza) anche legate alla nostra società, di cui si apprestano a diventare membri attivi o lo sono appena diventati.

Un altro grosso problema è la poca considerazione dei quartieri da parte del Municipio e la mancata realizzazione di svariati promesse fatte durante il periodo delle aggregazioni. La politica comunale post fusione si è infatti concentrata principalmente sulla realizzazione di progetti localizzati nel quartiere di Mendrisio (un esempio è l’immenso investimento per il monumentale Centro di Pronto Intervento) a scapito di altri, legati alla realtà dei quartieri periferici. Tutto questo ha portato alla nascita di un sentimento di abbandono fra i comuni aggregati, alimentato anche dall’insufficiente collegamento tramite i mezzi pubblici. Questa tendenza è da invertire attraverso delle misure volte alla rivalorizzazione delle zone periferiche della Città come ad esempio un potenziamento delle commissioni di quartiere, che si potrebbe tradurre in un rafforzamento del loro ruolo e in un maggiore coinvolgimento degli abitanti, affinché le proposte di progetti portate avanti dalle commissioni vengano ascoltate da parte del Municipio e dal Consiglio Comunale con più considerazione.