Angelo Mordasini

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Comune: Cadenazzo
Candidato Nr 15 al Consiglio Comunale, Lista  3

 

Mi chiamo Angelo Mordasini, ho 18 anni compiuti, e frequento l’ultimo anno liceo artistico CSIA a Lugano.
Sono stato costretto, non in senso negativo, ad entrare in politica molto presto. La professione e l’impegno di mio padre, unito a quello della mia splendida madre, hanno fatto sì che già nel giovanissimo me sorgessero delle domande. Perché alcune paesi, come quello da dove viene il mio nuovo fratellino, sono così poveri? perché i genitori del mio amico devono lavorare così tanto e non parlano bene l’italiano? Perché ci sono le guerre?

Queste domande, da bambino mi parevano irrisolvibili. E anche adesso, sono ben lungi da trovare una soluzione. Ma per tutta la vita mi sono portato dietro questi quesiti, pensandoci e ripensandoci, chiedendo agli adulti cosa stesse succedendo al telegiornale, visto che spesso le uniche parti che capivo erano le congiunzioni e gli articoli determinati.

Ho aspettato con ansia di compiere 18 anni e di potermi candidare, perché sebbene ancora non abbia le risposte che cerco, so che posso fare la mia piccola parte per migliorare questo mondo, e di conseguenza anche la vita nel mio comune.

Non amo le domande come « che temi ti interessano? » perché prestabiliscono che ci siano tematiche che non siano meritevoli di interesse, e questo ci porta alla mia prima risposta ; rispondo tutto, perché credo fermamente che anche la voce più debole debba venir ascoltata, così come quella più tuonante. Combatto per i diritti dei lavoratori, contro il razzismo, la xenofobia, per la salvaguardia del popolo e dell’ambiente. La mia vita in un cantone multiculturale come il Ticino mi ha portato particolarmente vicino alle tematiche riguardanti l’integrazione, la discriminazione e i pregiudizi. Una delle esperienze di cui vado più fiero è stato il periodo di volontariato presso SOS Ticino, in cui ci occupavamo di curare una giocosa marmaglia di piccoli discoli da poco immigrati in Ticino e di insegnare loro la lingua italiana. Mi ha insegnato quanto poco ci voglia per superare le differenze che ci avvolgono, e quanto sia facile vivere insieme.

Durante la mia militanza all’interno della gioventù socialista ticinese, di cui sono da poco membro di comitato direttivo, mi sono occupato di principalmente della campagna per il no al raddoppio. Questo perché sono conscio dell’inutilità di tale progetto e dei danni a lungo termine che può portare. Ho avuto un ruolo importante all’interno del gruppo di lavoro occupatosi del referendum sulla legge per le attività informative, ho prestato il mio volto alla campagna contro la legge sull’apertura dei negozi e più generalmente cerco sempre di essere presente, indipendentemente da che battaglia si debba combattere.

In ambito comunale, vorrei portare alla luce le esigenze dei giovani; nel nostro paese mancano spazi a noi dedicati, e le offerte di svago scarseggiano. Mi candido per ricordare al paese che ci siamo anche noi, e che abbiamo qualcosa da dire, e che rifiutiamo lo stereotipo de « i giovani non s’interessano alla politica ». Inoltre ci sono problemi per quanto riguarda la salvaguardia del territorio, sempre più vittima dell’avanzamento commerciale e industriale incontrollato, e per quanto concerne l’inadeguatezza di alcune infrastrutture, come le scuole comunali.