La vera faccia delle agenzie interinali

Interessante racconto di chi ha vissuto sulla propria pelle le difficoltà e gli abusi legati al mondo delle agenzie interinali.

 Il mio racconto non discosta tanto da testimonianze di altre persone che hanno avuto a che fare con le agenzie interinali. Una pecca, lo ammetto, è il fatto di non aver avuto contatto diretto con queste agenzie del lavoro, dato che sono ancora studente di ingegneria civile a Zurigo. Tuttavia in famiglia c’è una persona che è entrata direttamente in contatto con qualche agenzia interinale, nella fattispecie mio padre.

Come è iniziato il tutto

Tutto inizia circa tre anni fa, quando il datore di lavoro di mio padre cominicia una serie di licenziamenti, che riducono l’organico da una ventina di dipendenti a solamente quattro operai, tra cui mio padre. Da quel che ho capito il datore di lavoro ha scelto di continuare a tenere queste persone, dato che hanno svolto il ruolo di capisquadra all’interno della ditta di montaggio di ponteggi per diverso tempo. I tempi sono difficili e non sempre c’è lavoro. Ci sono giornate che il papà è costretto a restare a casa. Mio padre è consapevole della forte pressione su questo settore e ricordo bene le sue parole durante una cena: “So che potrebbe licenziarmi da un giorno all’altro. Con il salario che mi versa mensilmente potrebbe assumere due giovani frontalieri che, sebbene manchino di esperienza nel settore, svolgono il doppio del lavoro che faccio io. Mi ha detto che dietro alla porta sono in mille pronti a prendere mio posto”.

Verso la fine del 2013 vengo a sapere che mio papà ha avuto un colloquio con il datore di lavoro riguardo alla continuazione della loro collaborazione che ormai dura da più di vent’anni. Il colloquio, non differente da altre testimonianze che ho letto su internet, prevede di sciogliere il vecchio contratto e di firmarne uno nuovo che prevede una busta paga inferiore di 1000 franchi al mese e un periodo di prova (!!) di due mesi oppure il licenziamento diretto. Messo di fronte a questa “offerta” mio padre firma il nuovo contratto.

Alla fine dei due mesi di prova (sì capita di farli anche dopo vent’anni di collaborazione), riceviamo la disdetta anticipata di tre mesi. Da quel momento avrebbe dovuto cercarsi un’altra occupazione. Prontamente mi sono offerto subito di aiutarlo nella ricerca in rete di un posto, dato che lui non è tanto pratico con le nuove tecnologie.

Le agenzie interinali

Mi do da fare nel cercare occupazioni corrispondenti al profilo di mio papà. Dopo poco tempo noto che nonostante le sue preoccupazioni ci sono annunci in cui si ricerca la figura professionale corrispondente a quella di mio padre. Solo che ogni annuncio nel ramo dell’edilizia o dell’industria incomincia con le parole “per un cliente..”. All’inizio non ci ho fatto tanto caso, ma la cosa continuava a ripetersi e ho cercato di capire cosa significasse tutto ciò andando a cercare informazioni su questi “datori di lavoro” che cercano “per un cliente” o “per una nota ditta del settore”. Da notare che tuttora la maggior parte degli annunci di lavoro, indirizzate a profili non qualificati, comincia sempre con queste parole.

Quando ho comunicato a mio padre che c’era questa possibilità, lui sembrava molto scettico all’inizio, dato che sapeva di cosa si trattava. Io ho comunque insistito nel dire: “ma perché non provare? Cosa hai da perdere?” Lui si è fatto convincere e abbiamo mandato una mail a una di queste ditte, che “selezionano personale”. In questo caso si trattava della Eupro AG a Camorino. Non sono stato presente durante il colloquio, ma so che mio padre ha insistentemente chiesto ai rappresentanti di questa ditta quale fosse l’impresa in questione, dato che lui ha avuto a che fare con quasi tutti i datori del lavoro di questo settore, e che avrebbe voluto contattare lui personalmente la ditta in questione. “Noi non possiamo comunicarle il nome della ditta, perché altrimenti che cosa avremmo noi da guadagnarci?” questa la risposta della Eupro AG. Da qua ho capito il meccanismo. La Eupro AG, come tante altre, è solo un’agenzia tramite la quale il datore di lavoro cerca personale. Lì ho chiesto a mio padre. “ma perché i datori di lavoro non mettono più annunci sul giornale ma contattano queste agenzie per cercare personale?” Lui mi risponde: “Beh è molto chiaro. In questo modo l’operaio non è legato contrattualmente direttamente all’impresario, ma indirettamente tramite l’agenzia. Così quando al capo non serve più l’operaio, può dirgli di restare a casa il giorno dopo, senza doverlo pagare come si fa con un contratto abituale”. Ho capito quindi che in questo modo l’operaio viene trattato come un oggetto che si usa solamente nel momento del bisogno e che si può “gettare” via quando si ha svolto ciò che si voleva fare. Il rispetto nei confronti della manodopera, soprattutto quella meno qualificata, va a farsi benedire. La dignità, ovvero il rispetto verso sé stessi e gli altri come esseri umani, viene a mancare in nome del dio denaro e dello sfrenato liberismo del mercato del lavoro. La responsabilità sociale diventa col tempo un optional sempre più raro in questo settore.

Da notare che oltre a questo comportamento che lede la coesione sociale e favorisce la guerra tra poveri, bisogna considerare che per ogni ora di lavoro prestata dall’operaio legato all’agenzia interinale, viene trattenuto un importo dall’agenzia in questione, perché ha avuto il “merito” di aver messo in contatto il datore di lavoro con l’operaio. Ma quale è la differenza con un pizzo di tipo mafioso? Si può pensare che sia esagerato comparare queste agenzie con associazioni di tipo mafioso, dato che la trattenuta sul salario è legale, ma per ciò che concerne i modi, c`è qualche differenza? Cioè io come operaio devo pagare per lavorare?? E dove sta questa tanto decantata “professionalità nel selezionare personale”?

Altro aspetto che desidererei approfondire e invitare a una riflessione: In che modo viene selezionato il personale? Viene data la priorità alle persone che dimostrano più competenza o anche in questo caso si gioca sul risparmio e si dà la precedenza a operai d’oltre confine? A queste domande può solamente rispondere un impiegato di una di queste agenzie.

Nei mesi seguenti cerco, nonostante questa presa di coscienza, nuovi annunci di lavoro, ma mi imbatto praticamente sempre e solamente in nomi di agenzie interinali (Adecco, Manpower, Job Contact, …) e il lavoro offerto è sempre temporaneo e mai indeterminato. Questa precarità mi spaventa e mi chiedo se a qualcuno faccia comodo questa situazione. La manodopera alla ricerca di lavoro per poter pagare le fatture a fine mese è disposta quasi a tutto pur di non restare a casa a fare niente, anche a esser precari e questo non per loro scelta.

Il ruolo degli URC e il caso della Bellini AG

La ricerca del lavoro deve esser documentata presso l’ufficio di collocamento, dove il funzionario responsabile dovrebbe aiutare la persona a ricollocarsi professionalmente e ridurre il periodo di disoccupazione. Qui mi pongo la domanda: in che modo il funzionario responsabile può aiutare la persona che cerca lavoro se i datori di lavoro si rivolgono alle agenzie private e non all’agenzia pubblica, ovvero l’URC. L’URC è stato concepito, se non vado errato, in modo che questo debba esser contatatto dai datori di lavoro in cerca di personale e se fosse il caso, di procedere all’assunzione, riducendo così la spesa pubblica. Se invece il datore di lavoro contatta le agenzie di lavoro private, quale ruolo ha l’URC? A quello di mero controllore?

Durante il mese di maggio del 2015 mio padre mi chiama dicendomi che l’Implenia AG (la più grande ditta di costruzioni in svizzera) lo ha contattato per offrigli un posto di lavoro come carpentiere, e che avrebbe cominciato a lavorare lunedì. Io sono contento della notizia e vado a cosultare la sua mail per verificare di persona. Lì ho però una brutta sorpresa: a contattarlo non è stata l’Implenia AG, ma l’agenzia interinale Bellini AG con sede in svizzera interna. Nella fretta mio padre non ha notato Lì mi chiedo come ha fatto questa agenzia a contattare mio padre. Non avevamo mandato nessun CV a questa agenzia. Fatto sta che ho chiamato mio padre per dirgli che non si trattava dell’Implenia AG ma di un’agenzia interinale. A quel punto lui ha richiamato il funzionario dell’agenzia per chiedergli spiegazioni, del perché si fosse presentato a nome dell’Implenia. A quel punto mio papà ha detto chiaramente al funzionario che prima di inziare a lavorare avrebbe voluto firmare un contratto di lavoro, per tutelare la sua posizione. In questo modo voleva evitare spiacevoli inconvenienti, come un possibile ritardo del contratto che avrebbe potuto ipoteticamente durare per diverso tempo.

Per tutta risposta la persona della Bellini AG ha contattato il collocatore dell’URC per dirgli che mio padre ha rifiutato un’offerta di lavoro! Da lì è partito un procedimento giuridico, durante il quale siamo riusciti a dimostrare che mio papà voleva esser tutelato prima di cominciare a lavorare. L’ufficio giurdico ha dato ragione a noi e questo ci ha motivato perché abbiamo ottenuto una vittoria nei confronti di questa agenzia. Chiaramente vedendo che mio padre non ha accettato subito il posto, la Bellini AG ha proceduto con l’assunzione di un altro operaio, che ha cominciato a lavorare senza contratto presso il cantiere dove volevano mandare mio padre.

La mia esperienza durante un periodo pratico

Ho svolto un periodo di lavoro pratico presso una ditta di opere sotterranee nel canton Berna. Lì ho avuto modo di fare un’esperienza lavorativa e di far parte del mondo del lavoro, soprattutto nel settore edile.

Ho notato che alcuni operai provenivano da agenzie interinali. Ho cercato di chiedere loro come si trovavano presso queste agenzie. Loro mi hanno detto che si trovavano bene e che si sono rivolti a queste agenzie perché non c’era nessuna altra offerta di lavoro se non presso queste ditte. In ufficio mi è capitato di assistere a diversi nuovi arrivi di personale, soprattutto da Adecco e Manpower, per lo più camionisti. Quando questo operaio non svolgeva bene i suoi compiti, veniva mandato via. Il giorno dopo sento dall’ufficio l’ingegnere che diceva alla segretaria “chiamane uno della Manpower”. A confermare il fatto che gli operai possono esser cambiati a piacimento, e quelli delle agenzie sono più a rischio, perché la disdetta avviene in tempi brevissimi, che non avvengono in un normale contratto di lavoro tra operaio e impresa. Durante un periodo in cui gli alti vertici del consorzio hanno dovuto tagliare le spese, hanno dato subito la disdetta agli operai delle agenzie interinali.

Un giorno ho incontrato un amico, che mi ha detto di aver svolto un lavoro estivo presso un impresario durante l’estate. Gli ho chiesto se c’erano operai provenienti da agenzie. Lui mi ha risposto così: “L’impresario guarda bene di avere un 15-20% di operai interinali, in modo che se ci sono periodi con poco lavoro può provvedere al loro licenziamento senza troppi problemi”.

Considerazioni finali

Questa mia testimonianza manca di un’esperienza diretta, ma spero possa aiutare a far riflettere. Le cose non sono cambiate tanto purtroppo, e sono consapevole che il fenomeno delle agenzie interinali non riguarda solamente il settore edile, ma anche altri rami dell’economia. A tal proposito rimando al servizio che la troupe di Patti Chiari ha fatto il primo maggio 2015, dove si è parlato del problema del mercato del lavoro in Ticino. A partire dal minuto 36, è entrata in studio una rappresentante delle agenzie interinali. Invito a vedere questo filmato, che dà un idea della situazione attuale.

Concludo con un ultima considerazione: lo sviluppo/l’esplosione dell’interinale fa comodo a qualcuno? Chi difende gli interessi di queste aziende che hanno rovinato il mercato del lavoro in Ticino?

L’età superiore ai 45-50 anni gioca un ruolo negativo nell’assegnazione del posto?

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