Crisi migratoria: colpevole cercasi

di Lydia Joray, candidata GISO al Consiglio Nazionale

 

Si sente ovunque: è crisi migratoria. La situazione attuale, le notizie e i numeri che si leggono mettono a disagio, e nasce così il bisogno di trovare una causa per questa situazione, un colpevole. Chi meglio può fungere da capro espiatorio se non qualcuno che non vale nulla poiché non porta con sé niente? Che non può difendersi e già è marchiato da mille pregiudizi? È colpa dei profughi. Sono loro che sono in troppi, sono loro che hanno lasciato le loro case, sono loro che non si sono accontentati di vivere in condizioni pietose. È però chiaro anche ad un bambino che i profughi siano una conseguenza e non la causa. Cercare invece i veri colpevoli di questa situazione sarebbe come aprire il vaso di Pandora e rischiare di trovarvi dentro anche noi stessi. „Esportazione d‘armi“, „Multinazionali che sfruttano la manodopera dei paesi più poveri“, „Banche svizzere con conti colmi di soldi di dubbia provenienza“, „Fittizie guerre antiterrorismo“, „Speculazione sulle derrate alimentari“ sono tutte frasi che escono subito non appena si apre il vaso. Meglio quindi chiuderlo immediatamente e continuare a incolpare gli altri, una massa indefinita di cifre, mentre siamo noi gli innocenti, anzi, le vittime. Ci dimentichiamo però di un piccolo dettaglio: nessuno è un semplice numero, siamo tutte persone. Esseri umani egualmente fatti in carne e ossa, con mille pregi e altrettanti difetti e le stesse necessità. L‘unica colpa dei profughi è quella di aver preso in mano il proprio destino per realizzare un umile sogno: vivere in modo dignitoso. Onestamente, non faremmo lo stesso se fossimo in quella situazione? Certamente sì, e ne è dimostrazione l‘ondata emigratoria che ha conosciuto il Ticino a inizio Novecento.

Vorrei che il vaso si rompesse, vorrei che ci sia una generalizzata presa di coscienza sul fatto che siamo più coinvolti in questa storia di quanto vorremmo, e ciò non di certo come vittime. Il danno a casa dei migranti è stato fatto e ora, per favore, cerchiamo di evitare ulteriori danneggiamenti alle vite di queste persone e aiutiamole invece, perché glielo dobbiamo.

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