L’ipocrisia della Svizzera a EXPO 2015

Ci vogliono azioni piuttosto che belle parole sulla fame nel mondo!

Alla Svizzera risulta difficile impegnarsi coi fatti contro la speculazione alimentare e quindi contro la fame nel mondo, mentre le viene facile vendersi all’EXPO con la descrizione “nazione attrattiva, solidale e responsabile”. Con quest’azione la Gioventù Socialista Svizzera, tra cui 4 Giovani Socialisti Ticinesi, ha protestato contro l’ipocrisia della Svizzera.

A Milano, la Confederazione fa la sua apparizione con un padiglione con 4 torri piene di cibo con lo slogan “Il senso di responsabilità di ogni individuo decide quanto lasciare per gli altri e per quanto tempo. Ce ne sarà abbastanza per tutt*?”

La responsabilità ufficiale della Svizzera è tuttavia lontana da questo motto. Gli interessi della piazza finanziaria e delle multinazionali con enormi profitti dalla speculazione alimentare vengono anteposti al diritto dell’essere umano per la nutrizione. Le banche spingono all’innalzamento dei prezzi delle derrate alimentari condividendo così la responsabilità della fame nel mondo.

Con la nostra iniziativa “Nessuna speculazione sul cibo” possiamo cambiare tutto ciò e ricordare che non si gioca con la nutrizione.
Il 17 giugno il Consiglio degli Stati ha la possibilità di accettare la nostra iniziativa iniziativa con un SÌ e mettere fine a questa ripugnante forma di profitto.

Eccovi nel dettaglio l’iniziativa: http://www.juso.ch/fr/stop-speculation/

L’azione è durata pochi minuti, proprio perché fa male sapere la verità e proprio perché si insiste a proteggere la bella immagine della Svizzera responsabile. I carabinieri hanno semplicemente controllato i documenti dei/delle giovani e ritirato il materiale dell’azione. Abbiamo continuato la nostra visita disgustati dall’ipocrisia globale in quella esposizione mondiale. Come volevasi dimostrare EXPO non è che una banale fiera del cibo quasi multietnico, in cui i selfie davanti al Mc’Donalds e al distributore di Nutella sono all’ordine del giorno. Per vere riflessioni per combattere la fame non c’è tempo.

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