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Intervista a Jonas Beretta Piccoli, sul perché della manifestazione a EXPO

parte di articolo  apparso su ticinonews.ch

“La Svizzera partecipa all’Expo puntando sul consumo responsabile, scaricando quindi tutte le responsabilità per l’equa distribuzione del cibo sull’individuo” afferma Beretta Piccoli. “Ma nel contempo le grandi aziende svizzere continuano a speculare sul cibo, impendendo quindi a moltissime persone di poter esercitare questa responsabilità.”

Ieri i Giovani socialisti hanno esibito uno striscione e distribuito dei volantini in inglese, cercando appunto di diffondere il loro pensiero sull’ipocrisia del messaggio svizzero. “Ma dopo nemmeno due minuti dall’inizio della distribuzione gli addetti alla sicurezza del Padiglione svizzero sono usciti togliendoci di mano i volantini e cercando di oscurare lo striscione” racconta Beretta Piccoli.

Subito dopo sono giunti sul posto anche i Carabinieri, chiamati dagli addetti alla sicurezza con i walkie talkie. “L’intervento delle forze dell’ordine è stato tempestivo” afferma il giovane socialista ticinese. “Ci hanno fermato, ci hanno portato a una centrale interna all’area dell’esposizione, ci hanno chiesto i documenti ed hanno inserito i nostri nomi in un computer. Poi hanno verificato lo striscione, per accertarsi che non contenesse insulti, e ci hanno lasciato andare.”

Volantini e striscione sono stati sequestrati. “Ci avevano promesso che ce li avrebbero restituiti all’uscita, ma quando volevamo andarcene ci hanno detto che non sapevano più dov’erano e che ce li avrebbero inviati a casa per posta” racconta Beretta Piccoli. “Vedremo…”

Jonas Beretta Piccoli ribadisce che non si è trattato di un arresto vero e proprio. “Sono stati molto gentili con noi, più che altro erano incuriositi dal fatto che fossimo riusciti a entrare con quel grande striscione malgrado alle entrate vi siano dei controlli approfonditi da far invidia agli aeroporti…”

Il Padiglione svizzero i Giovani socialisti non l’hanno visitato. “No, c’era una coda infinita, avremmo dovuto aspettare almeno un’ora per entrare” afferma Beretta Piccoli. “Ma posso dire che visto da fuori è abbastanza brutto, soprattutto se si pensa a quello che è costato…”

In conclusione i Giovani socialisti sono tornati a casa con un sentimento di rammarico misto a soddisfazione. “Delusi perché è peccato che a Expo 2015 non vi sia libertà di critica, che gli organizzatori non siano disposti a che la verità venga esposta. Ma anche soddisfatti perché, anche grazie all’intervento dei Carabinieri, la nostra dimostrazione ha avuto una certa eco. Speriamo di essere riusciti a mettere la famosa pulce nell’orecchio a qualcuno, di aver aperto gli occhi sull’ipocrisia del messaggio sull’alimentazione della Svizzera all’esposizione universale.”

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