Trasparenza sui finanziamenti alla politica

di Giulio Bozzini

Per essere certi di vivere in una democrazia libera da qualsiasi forma di corruzione, è fondamentale poter conoscere gli interessi economici che ruotano attorno ai partiti e ai loro rappresentanti da noi scelti per governarci. Gli elettori e le elettrici hanno il diritto di sapere quali sono le persone, organizzazioni o aziende interessate all’elezione di determinati candidati e candidate. Questa mancanza di trasparenza contribuisce notevolmente a ridurre la credibilità della “classe politica”, e quindi anche della nostra democrazia.

In Ticino, così come a Ginevra, vigono delle norme più restrittive rispetto al resto dei Cantoni svizzeri. Purtroppo è evidente come queste norme non siano sufficienti. Come riportato dall’articolo 115 della Legge sull’esercizio dei diritti politici, entro il 20 marzo scorso i candidati e le candidate avrebbero dovuto comunicare alla Cancelleria cantonale l’ammontare di tutti i finanziamenti maggiori a 5000 franchi e la loro provenienza, così da permettere al Cantone di pubblicare queste informazioni nel Foglio ufficiale. Ad oggi nulla di tutto ciò è accaduto.

Durante questa campagna elettorale è stato fatto largo uso di svariati mezzi pubblicitari, come inserzioni su riviste, cartelloni pubblicitari, o i più disparati gadget, riguardanti i candidati e le candidate al Gran Consiglio e, soprattutto, al Consiglio di Stato. Essendo anche io un candidato, ho avuto l’occasione di ricevere parecchie offerte da giornali o tipografie riguardanti i prezzi dei mezzi pubblicitari in questione. Mi risulta quindi molto difficile credere che nessuno tra i candidati e le candidate abbia ricorso a finanziamenti esterni.

Perciò chiediamo a tutti i partiti, ai candidati e alle candidate di fare chiarezza sulle somme di denaro spese per la scorsa campagna elettorale e di dichiarare tutti i finanziamenti ricevuti, e ci auspichiamo che le norme vengano rese più efficienti e fatte rispettare.

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