Posta quo vadis?

di Denise Maranesi, Consigliera Comunale di Chiasso:

Anche a Chiasso, come a Mendrisio è stata ventilata l’ipotesi di chiudere l’ufficio postale di Boffalora per far posto ad un’agenzia postale presso la Migros.
Scelta che a noi come gruppo socialista non pare logica, in quanto lo stesso ufficio è molto ben frequentato sia dalle persone residenti nel quartiere, sia da coloro che lavorano nelle piccole medie imprese, senza dimenticare le persone che abitano nei comuni limitrofi. Essendo un punto di snodo determinante per la nostra cittadina i servizi andrebbero ampliati e rafforzati anziché ridotti. Questa scelta mette in pericolo i commerci presenti sul territorio, già sotto pressione dalla difficile situazione economica.
Oltre a questo i vantaggi di un’agenzia rispetto ad un ufficio vero e proprio sono minimi; anzi a dire il vero l’unico vantaggio sarebbe l’apertura prolungata, legata agli orari della Migros. Per il resto sarebbe un buco nell’acqua. Non si potrebbe più aprire, chiudere o gestire il conto corrente postale; l’invio e la ricezione dei pacchi sarebbe limitato, così come il ritiro e la spedizione di lettere raccomandate. E alle caselle postali, di cui abbiamo tanta penuria, cosa accadrebbe?
La posta di Boffalora giuoca una ruolo fondamentale di prossimità e di capillarità, soprattutto per quelle persone che non usufruiscono dei servizi online. In questo caso penso soprattutto alle persone anziane che, solo dopo un lungo tragitto, potrebbero recarsi presso la posta centrale. Una cittadina come Chiasso che ha davanti a sé un gran futuro, che vede sempre più crescere la propria popolazione ha bisogno di una posta forte e presente sul proprio territorio in maniera capillare. È ora di opporsi in maniera vigorosa alla continua centralizzazione di servizi fondamentali per la popolazione.
Prima è toccato ai piccoli paesi di periferia perdere il loro ufficio postale. Ora sta accadendo anche alle cittadine e alle città. Di questo passo dove andremo a finire?
Invito tutti a firmare la petizione a difesa di un servizio che purtroppo sta diventando sempre meno pubblico.

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